Una delle più belle feste che si svolgono a Venezia e che risulta essere una delle più amate dai Veneziani è, senza dubbio, il Redentore. La ricorrenza fonda le sue origine nel 1500, quando l’intera Europa fu colpita dalla peste. In poco meno di due anni, la pestilenza portò alla morte di circa 50.000 persone nella sola città di Venezia. Con ogni probabilità la malattia era stata portata, nella città lagunare, attraverso i numerosi traffici che la Serenissima aveva con l’ oriente. In quegli anni si vedeva nella peste il manifestarsi della punizione inflitta da Dio all’uomo che, sempre più, si allontanava dai sacri principi della vita religiosa. Questa convinzione portò il Senato Veneziano ad approvare la proposta del Doge Alvise Mocenigo di costruire una chiesa nella speranza che Dio perdonasse le malefatte dell’uomo e facesse cessare questa terribile epidemia. I lavori per la realizzazione della nuova cattedrale iniziarono nel 1577. La prima chiesa, di modeste dimensioni, era raggiungibile dalle Zattere attraverso un ponte galleggiante. L’anno dopo la peste finì e questo portò i Veneziani a mantenere la propria promessa di finire la chiesa. I lavori proseguirono sotto le direttive del famoso architetto Andrea Palladio.
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Pochi anni dopo, nel 1592, la nuova chiesa fu consacrata e il Doge decretò che da li in poi ogni anni la terza domenica di Luglio, una processione doveva aver luogo in memoria del perdono concesso da Dio agli uomini. Tutt’oggi questa promessa viene mantenuta. Alla fine delle celebrazioni religiose, i coloratissimi fuochi d’artificio danno inizio ai divertimenti che si protraggono per tutta la notte.